Vieni oltre – Cronache di Bonensegna lo sfortunato XI

di Fabio Andruccioli

“Emiliana, sei tu?”

Bonensegna si alzò di scatto. Erano passate ore dalla scomparsa dei fuochi fatui della Piligrèna. Si sentiva a pezzi, ma con il passare dei minuti la preoccupazione per il mancato ritorno della cacciatrice di taglie si era fatta più pressante.

Si stava chiedendo ancora se le visioni erano state reali, se avrebbe potuto veramente salvare i suoi cari. Ma, in quel momento, si chiese anche se il suo amore per Emiliana fosse reale.

L’ombra lo sorprese.

“Mazapégul, fatti vedere.”

La risata profonda e catarrosa lo bloccò.

“Credi ancora alle fate e ai folletti Bonensegna?”

L’uomo apparve dall’ombra. Il volto nascosto dal largo cappello. Un accenno di mento sporgente venne illuminato dalla luna.

“Chi sei?”

“Vieni oltre, che te lo faccio vedere.”

“Vieni… dove?”

“Vieni oltre, avvicinati. Capisci quando parlo o sei così stupido?”

“Vai a farti fottere, non mi avvicino di un metro.”

Le pistole nelle mani enormi di Bonensegna sembravano dei giocattoli. Vide l’uomo, l’ombra, indietreggiare.

“Veni oltre, Bonensegna.”

Odiava quel modo di dire, quello slang da territorio di frontiera. La rabbia lo guidò in avanti, tra i cespugli. I ferri puntati davanti a sé, le orecchie tese come quelle di un lupo.

Inciampò e cadde con il muso sul terreno bagnato. Bestemmiò tra i denti, poi la vide.

Emiliana era immobile, il colore del volto e i segni sul collo non lasciavano alcun dubbio sulle cause della morte.

Bonensegna pianse di rabbia.

“Ti avevo detto di venire oltre, avevo una bella sorpresa per te.

“Fatti vedere, bastardo. Sei un uomo del Reverendo?”

Poi lo vide. Alto e magro, forse qualche centimetro più di lui. Il cappello ben calato sul volto. Lo stava aspettando. L’istinto lo spinse a correre ma poi capì. Era una trappola.

“Hai paura Bonensegna? Come quella volta che hai lasciato morire la tua famiglia?”

“Taci, avvoltoio.”

“Avvoltoio, mi piace. Sarà il mio nome d’arte.”

“Ti ammazzo.”

“Come avresti ucciso il Reverendo? Mi sembra che sia ancora vivo e vegeto al Sepolcro.”

“La tua voce, io ti conosco.”

“Certo. Ma non mi ri-conosci. Vieni oltre che ti faccio vedere.”

Bonensegna ne aveva avuto abbastanza. Alzò la pistola verso l’uomo con il cappello. Era alto, ma veloce. Il tempo di prendere la mira e si era già dileguato nell’oscurità.

Chi diavolo era quell’uomo? Perché mi ha fatto questo?

Bonensegna si accasciò al fianco di Emiliana, sfinito, a pochi passi dalla trappola esplosiva che il suo nuovo nemico aveva preparato per lui.

Fabio Andruccioli, classe 1985, è nato e cresciuto a Pesaro tra fumetti, libri, musica e giochi di ruolo. Laureato in Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni, nella vita si occupa di webmarketing e passa il suo tempo tra il ruolo di padre, marito e musicista. Ma è dopo il tramonto, nel silenzio della città, che si trasforma in autore horror e fantasy. Ha pubblicato in self-publishing i racconti della serie weird “Il cacciatore di incubi” mentre per Delos Digital ha pubblicato “Il tramonto dei Gufi“, “Prima del Monsone” e “Il pirata che non sapeva fare niente” ed è stato selezionato per diverse antologie con racconti fantasy e horror. Collabora con i portali Heroic Fantasy Italia e Ignoranza Eroica. Fa parte della masnada di Crypt Marauders Chronicles.

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