NECROSWORD – 04 – Chi comanda qui

NECROSWORD – 04

“Chi comanda qui”

di Andruccioli-Mazza

Espiante si tortura i mustacchi con l’indice. Sono ricci, sanno di sale. Calligaro attende il suo giudizio, non ha alcuna intenzione di affrettarlo.

Gli occhi del Capitano sono fissi sul dardo avvelenato. Poi ripesca una domanda dal labirinto dei suoi pensieri, e sbotta:- Chi comanda qui, Messer Calligaro?

– Conoscete la risposta, Capitano.- L’allusione è chiara.

– E perché siamo sbarcati su questa maledetta isola, Messer Calligaro?

– Per la gloria di Narbonia e l’onore di sua Maestà

– Puttanate.

– Ma cosa …

– La nostra missione è stivare risorse utili da trasportare in Patria, possibilmente a costo zero. Non ci siamo imbarcati per risolvere enigmi né per evangelizzare dei merdosi zulù!-

Calligaro annuisce. Il Capitano gonfia la voce per le orecchie in agguato fuori dalla sua tenda. Le orecchie del Predicatore.

– Se il Corvo intende svolazzare nella giungla a farsi impallinare, ci andrà con i suoi bravi. Io ho dei doveri verso i miei uomini: doveri da ufficiale

– Certo, ma la Regina ci ha comandato di …

– Messer Calligaro, conosco gli ordini di bordo. Assegnerò al prete un manipolo di archibugieri, ma solo volontari e disposti a morire per la Fede. Noi dobbiamo quadrare il campo, alzare le fortificazioni e sistemare i mortai. Non siamo gli unici che si interessano a questa lingua di terra, nel Continente.

– Aria di guerra, quindi. In barba all’armistizio di Mezzautunno.

-I trattati contano dove la gente sa leggere e scrivere. Qui non siamo sulle carte … –

– Già. E gli infermi? Se ne contano a decine. L’apotecario non riesce a capire perché alcuni vengano contagiati e altri no. Non esiste cura, a quanto pare.

– Il morbo tropicale sta colpendo i più deboli. Isolateli e bruciate i corpi, che la pestilenza non si diffonda. Ora va’, ed esegui.-

Espiante ripone il dardo nella penombra dell’alloggio.

Mesce un gradale di vino e osserva il subalterno svenire oltre i lembi della tenda. Il suo intelletto militare ha bisogno di silenzio, di logica, di disciplina. Non di oscuri presagi e di promesse arcane.

Il Predicatore è in piedi. Tutti i marinai, tranne quelli di guardia e gli infermi sottocoperta, rigidi al suo cospetto.

Li vuole tenere per gli occhi.

Solo il Capitano Espiante rimane seduto. Chiaro messaggio di sfida.

– Come sapete, molti di noi stanno contraendo un morbo. Questo luogo è tabù. Abbiamo la prova che dei senza-fede, dei primitivi, si nascondono nella selva. Con il favore del buio hanno sequestrato un uomo dell’equipaggio. Probabilmente è già morto- Le iridi sanguigne del prelato fiammeggiano nel silenzio, tagliato dalle mosche. – Forse la colpa è del qualcuno che non ha voluto distruggere il monolite nero, al centro del campo.-

Un insetto si intrufola nella narici del Predicatore, che la scaccia col moccichino. Espiante ride in silenzio per l’intervallo comico.

Il Corvo gracchia ancora.

– Ora, mi servono volontari. NEC ROS WO RD. Lemmi ancestrali, che non ho paura a pronunciare davanti a voi. Durante gli sbarchi è stata ritrovata una mappa. Gli esperti la giudicano affidabile: indica dei luoghi, nell’entroterra. Ritengo siano gli insediamenti dei selvaggi menzionati nelle Cronache. La nostra missione è portare l’unico e solo Verbo a chi non ha fede. Se rifiuteranno di convertirsi, verranno purgati a ferro e fuoco. Così è deciso. Allora, chi è con me?

Nessuno muove un passo, gli istanti scivolano in un baratro interminabile. Il volto del Predicatore illividisce. Espiante domina la scena, soddisfatto.

Due marinai barbuti si scambiano un cenno d’intesa, e si fanno avanti.

Zecca parla per entrambi.

– Eccellenza, se c’abbiamo la possibilità di trovarci Fungo ancora vivo in quell’intrico, bé, salcrauti, metteteci pure nel conto!

Il Corvo approva.

Un altro si fa avanti. Il volto severo, tace.

Il Corvo attende.

– Tu sei quello che ha trovato la mappa: bene! La morte di tuo fratello non sarà vana.-

Maestrale fissa il vuoto: ha passato giorni di segregazione nel lazzaretto, coi topi, la puzza di sentina e di vomito infetto. Se deve crepare, meglio fare lontano da quella merda.

– Nessun altro? Nessuno che tiene al perdono della sua anima immortale?

Il suolo non ha mai avuto tanti spettatori. Poi Espiante alza il cappello piumato. Il segno prestabilito

– Eccomi. Vengo io, con voi- Messer Calligaro, primo ufficiale della Marchesa, si offre volontario..

Un brusio di incredulità invade l’auditorio, che si scosta al passaggio del Corvo.

Il Predicatore gli arpiona la spalla, accosta la guancia orlata di ispido a quella rasata del marinaio.

– A che gioco state giocando?- sussurra.

– Assicuriamo al perdono le nostre anime immortali- sorride Calligaro.

Il sole sta nascendo, dal profilo argenteo dell’oceano.

Torvo, il Corvo scambia un ultimo sguardo di fuoco con il Capitano Espiante, e si allontana nella mestruazione del giorno,

L’isola urla di ordini e di gabbiani.


Immagine di Madspeitersen

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