L’Ultima Cena – Cronache di Bonensegna lo sfortunato XIII

 

di Fabio Andruccioli

Il piccolo fuoco da campo di Bonensegna era solo uno dei tanti.

Intorno al Sepolcro, con le sue alte mura di mattoni, si era sviluppata una piccola cittadina nomade.

C’era un mercato, alcune carrozze adibite a bordello. Capanne di fattucchiere e chiromanti. Si potevano vedere gli sgherri del Reverendo bazzicare quei luoghi, durante il cambio di turno.

Mercanti da ogni parte della regione la consideravano luogo di passaggio per abbeverare le bestie e vendere qualche pezzo pregiato, sempre con il fucile in braccio per la paura di essere derubati dai piccoli manigoldi che infestavano la cittadina.

La chiamavano Dissenteria.

Bastò uno sguardo alla zona adibita a latrine, una grande fossa dove zingari e mercanti cagavano a gruppi, come gli animali selvatici intorno all’unica pozza d’acqua.

Bonensegna si preparò quella che poteva essere la sua ultima cena. Versò un po’ d’olio sulla piccola padella. Tagliò a pezzetti una carota e un sedano, una volta rosolati aggiunse i fagioli che aveva comprato da un mulatto. Per l’occasione si era comprato una bottiglia di vino e un tozzo di pane per la “scarpetta”.

Si gustò la fagiolata. Dopo la cena prese il pane e lo intinse nell’olio e in quello che rimaneva. Si accorse che intorno a lui era calato il silenzio. Poi prese il vino, si alzò, lo porse al buio e disse.

“Venite a prenderlo.”

Gli uomini del Reverendo lo circondarono, armati di mazze, bastoni e catene.

Niente armi da fuoco, primitivi.

Scorreggiò sonoramente, alzando leggermente la gamba sinistra sulla punta del piede. Appoggiò la bocca alla bottiglia, con un lungo sorso terminò il vino che ne rimaneva, inondando la bocca di un vago sapore d’aceto.

Nonostante la stazza, anche quella volta Bonensegna dimostrò la sua agilità. Con due passi si avvicinò al primo sgherro armato di bastone e gli frantumò il bottiglione sullo zigomo, in una pioggia di vetri e sangue.

Poi si abbassò, prese la padella ancora rovente e ne fece una marchiatura a fuoco sul volto dell’idiota che brandiva inutilmente la catena. La puzza di maiale arrostito si diffuse per l’accampamento.

Furono calci e cazzotti a martello. Poi la rissa si spostò tra le bancarelle e le tende. Gli zingari non aspettavano altro.

Bottiglie rotte e tirapugni in mano si gettarono nella mischia. Bonensegna era completamente ricoperto di sangue. Dubitava che ce ne fosse anche di suo, ma non poteva esserne certo.

Non sentiva nulla.

Altri scagnozzi del Reverendo uscirono dal fortino e iniziarono a sparare in aria, nella bolgia non riuscivano a riconoscere i propri compagni dai loro nemici.

Bonensegna raccolse il fucile e le pistole poi si fece strada tra le puttane urlanti e i vecchi che bestemmiavano per la merce rovinata sparsa sulla polvere.

La mia occasione.

Colpì la guardia rimasta con il calcio del fucile ed entrò nel giardino, superando le mura di cinta.

Il primo passo è fatto.

Vide altri armati uscire dal fortino, ma fu più veloce. Due colpi ben assestati, a distanza. Come gli aveva insegnato Emiliana. La spessa porta della base del Reverendo era socchiusa.

Tornò al fumo e alle fiamme, alle violenze di quegli uomini protetti dal potere e dal denaro del Reverendo.

Gettò il fucile scarico sul pavimento. Prese in mano le pistole e si chiuse il portone alle spalle che risuonò cupo come la campana per il morto.

Stavolta ho due colpi, Reverendo. E sulle pallottole c’è inciso il tuo nome.

Fabio Andruccioli, classe 1985, è nato e cresciuto a Pesaro tra fumetti, libri, musica e giochi di ruolo. Laureato in Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni, nella vita si occupa di webmarketing e passa il suo tempo tra il ruolo di padre, marito e musicista. Ma è dopo il tramonto, nel silenzio della città, che si trasforma in autore horror e fantasy. Ha pubblicato in self-publishing i racconti della serie weird “Il cacciatore di incubi” mentre per Delos Digital ha pubblicato “Il tramonto dei Gufi“, “Prima del Monsone” e “Il pirata che non sapeva fare niente” ed è stato selezionato per diverse antologie con racconti fantasy e horror. Collabora con i portali Heroic Fantasy Italia e Ignoranza Eroica. Fa parte della masnada di Crypt Marauders Chronicles.

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