Disfida al Ghetto Blaster

di Fabio Andruccioli

L’Alfa si ferma sul piazzale. Intorno case abbandonate occupate da zingari e extracomunitari. Scende dall’auto la ragazzina, capelli multicolor in frangetta frontale. Trucco scuro. Nero come gli anfibi e i vestiti.
Chissà se anche le mutandine sono nere di pizzo.
Girolamo di P*******a si sistema il pacco con una sonora ravanata.
Alle sue spalle Big Boy si toglie lo zaino dell’Invicta. Ne estrae due pezzi di ferro pesanti come macigni e carichi di piombo. In mano sua sembrano due pistole giocattolo, tutto grazie ai preacher curl e al lavoro di vanga.
Bonnie, abbreviazione di Bonensegna, rimane a sedere. Il cappuccio calato. Spinge play sul Ghetto Blaster.
“Sei tu Girolamo di P******a?”
Anche la ragazza ha la sua crew.
Femmina nerd sedici anni brutta per dire brutta. Occhiali per posa, sudore tangibile a distanza. Non mette paura, almeno non vestita.
Al suo fianco adone in completo gessato. Bianco come un morto. Vampiro luccicante e innamorato. Il fidanzato della bimbagotica, Girolamo ci può scommettere alla SNAI.
“Aye.”
Questa l’ha imparata guardando Game of Thrones in streaming.
“Mi manda il Capo.”
“Quale capo?”
“Quello con la maiuscola.”
“Mai avuto il piacere.”
“Ci sono delle regole Giro, posso chiamarti Giro vero?”
“Sei spocchiosa.”
“Lo so.”
“Vuoi scopare?”
“Cosa?”
“L’abitudine. Dicevi?”
“Il Capo vuole che la fai finita con le tue stronzate.”
“Io faccio la mia roba, voi fate la vostra.”
“Non funziona così, Giro.”
“Non mi piace come suona, chiamami Girolamo di P*******a.”
Lei sbuffa. Lui ride. Il vampiro mostra i denti. Big Boy mostra la dentatura d’oro massiccio, vince a mani basse.
“Se dicessi ai miei di farvi fuori ora?”
“Chi, l’omino bianco e la nerdona?
“Loro.”
“Capisco il fidanzatino, avrà qualche potere magico affascinante che ti mostra ogni notte nella tua cameretta. Ma la tizia? Guarda come suda.”
“Lei scriverà di voi e tutta la Comunità farà lo stesso. Nessuno sentirà più i vostri… quelle cose che fate voi.”
“Ti facciamo così schifo vero? Riesci a malapena a stare qui, di fronte a me. Nella mia maledetta piazza. Guarda i pezzi sui muri, questa è storia baby.”
“Non siete come noi. E non siete neanche come gli altri che lavorano per il Capo.”
“UF?”
“Come fai a saperlo?”
“Basta guardarvi.”
Big Boy si è stancato. Punta il ferro in faccia al vampiro. Le pallottole non li uccidono, lo sa. Getta a terra le armi.
Braccio teso, lo solleva dal cemento e poi giù con una power bomb. Pezzi di catrame incastonati in corpo statuario da immortale, da leccarsi i baffi.
Doppia pistola in mano. Colpi a ripetizione al collo finché di esso non rimane più nulla. Decapitazione lenta e dolorosa. Uno a zero.
Bonnie è invisibile, come sempre. Appare alle spalle della nerd sovrappeso. Il dito appoggiato su “Pubblica”, in attesa del via della bimbagotica. Il coltello entra e esce come in un panetto di burro. Opinel, il meglio dai tempi degli scout. La maschera di Domdraco, comprata in gita con la scuola a Abadonia, calata sul volto come un supereroe.
“Bimba, allora cosa facciamo?”
“Non potete farlo.”
Indietreggia.
“Ma io non voglio ucciderti. Forse loro sì, ma io no. Torna al grande palazzo del Capo. Gli dici che con noi non si scherza. Che nessuno ci può mettere i piedi in testa. Possono mandarci i loro cazzo di U.F., i dinosauri dell’ancien régime e tutti i bastardi che contano i soldi dietro le pareti di vetro lucidate dai loro Ghost.”
“Non oserete.”
“Lo abbiamo già fatto, porta i nostri saluti al Capo. Lo aspettiamo.”
Il caldo torrido e umido inonda la piazza, reliquiario di nomi e storie su spray. Bonnie spegne la musica solo quando la bimbagotica si è allontanata, sola, con la sua Alfa. Big Boy trascina i corpi sul grosso tombino al centro della piazza, che di sotto hanno sempre fame.

 

Fabio Andruccioli, classe 1985, è nato e cresciuto a Pesaro tra fumetti, libri, musica e giochi di ruolo. Laureato in Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni, nella vita si occupa di webmarketing e passa il suo tempo tra il ruolo di padre, marito e musicista. Ma è dopo il tramonto, nel silenzio della città, che si trasforma in autore horror e fantasy. Ha pubblicato in self-publishing i racconti della serie weird “Il cacciatore di incubi” mentre per Delos Digital ha pubblicato “Il tramonto dei Gufi“, “Prima del Monsone” e “Il pirata che non sapeva fare niente” ed è stato selezionato per diverse antologie con racconti fantasy e horror. Collabora con i portali Heroic Fantasy Italia e Ignoranza Eroica. Fa parte della masnada di Crypt Marauders Chronicles.

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