Di donne e pistole – Cronache di Bonensegna lo sfortunato VI

di Fabio Andruccioli

“Sposta quel cannone dalla mia faccia e vattene donna, ho già abbastanza problemi.”

L’oscurità della notte coprì il rossore furioso negli occhi della cacciatrice di taglie.

“Non credo proprio, Bonensegna. Tu verrai con me dal Reverendo e mi farai avere di che mangiare per almeno un anno.”

Con un gesto rapido, l’uomo afferrò il fucile dalle mani della ragazza e con un violento strattone la disarmò, lasciandolo cadere il ferro sull’erba bagnata.

“Non mi arrivi neanche al petto, ragazzina. Posso farti molto male. Ho una missione da compiere.”

“Anche io, sopravvivere.”

Bonensegna sospirò.

“Non costringermi a farlo” la pregò lui.

Lei spostò la giacca mostrando un altro paio di pistole legate al cinturone.

“Lo hai voluto tu.”

La colpì a mano aperta. Uno schiaffo che riecheggiò per tutta la valle.

Non avevo mai alzato le mani su una donna, cosa sto diventando?

Si perse tra i pensieri quando, inaspettatamente, la donna rise.

“Mi hai colpito a mano aperta? Imbecille. Mio padre mi colpiva con un bastone che ancora stavo attaccato alla mammella di mia madre.”

La donna era piccola ma veloce. Con un rapido gesto si infilò il tirapugni che schiantò contro lo zigomo esposto di Bonensegna. Rumore di ossa che si rompono.

L’omone barcollò. Per un attimo vide scuro. Riprese senno giusto in tempo per vedere arrivare il secondo cazzottto, stavolta sulla tempia.

Con un tonfo finì steso ad assaggiare il fango. La donna si avvicinò al suo orecchio e sussurrò.

“Non sei sfortunato, Bonensegna, sei stupido.”

Lo stivale completò quello che il tirapugni aveva iniziato. L’uomo perse conoscenza.

La cacciatrice di taglie si fermò solo per un istante, mentre rifletteva su come riuscire a caricare l’enorme bandito sul carro. Le parve di essere osservata.

Una voce irritante e stridula la chiamò.

“Sei bella e forte, vorrei divertirmi un po’ sotto le coperte con te. Mi sento già fremere.”

La voce risucchiò la saliva. Stava sbavando. Lei non riusciva a vedere chi le stava parlando, nascosto tra le frasche.

“Pervertito, vattene lontano da qui se non vuoi assaggiare il mio piombo”, con un gesto repentino, estrasse entrambe le pistole, una per mano. “Ho due colpi pronti per te e non ho mai sbagliato.”

La vocina riprese.

“Voglio Bonensegna, la Borda me lo stava catturando per me. Restituiscimelo.”

“Mai. Ha una taglia che ho deciso di riscuotere. E il Reverendo premia sempre chi lo compiace.”

“In tutti i sensi?”

Ancora quel risucchio.

“Vattene, chiunque tu sia.”

“Me ne vado, me ne vado. Tsi sulla schina dè buratèl, donna. Quando tutto questo sarà finito ti verrò a cercare e allora sì che ci divertiremo, anche tu. Ti piacerà.”

L’essere avanzò per un istante, affacciandosi dalle frasche. La cacciatrice di taglie vide quel suo volto scimmiesco e ne fu inorridita.

Puntò la canna della pistola. Prese la mira. L’essere sorrise, beffardo e grottesco, per poi ritirarsi.

Rimase sola, le pistole puntate, il corpo svenuto e tumefatto del ricercato.

Mi devi delle spiegazioni, Bonensegna l’idiota.

 

 

Fabio Andruccioli, classe 1985, è nato e cresciuto a Pesaro tra fumetti, libri, musica e giochi di ruolo. Laureato in Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni, nella vita si occupa di webmarketing e passa il suo tempo tra il ruolo di padre, marito e musicista. Ma è dopo il tramonto, nel silenzio della città, che si trasforma in autore horror e fantasy. Ha pubblicato in self-publishing i racconti della serie weird “Il cacciatore di incubi” mentre per Delos Digital ha pubblicato “Il tramonto dei Gufi“, “Prima del Monsone” e “Il pirata che non sapeva fare niente” ed è stato selezionato per diverse antologie con racconti fantasy e horror. Collabora con i portali Heroic Fantasy Italia e Ignoranza Eroica. Fa parte della masnada di Crypt Marauders Chronicles.

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