,

Ode a Salvatore Baccaro

Pierino entra in un bar e occupa un flipper. Scarica le cento lire, tira la molla e scatta la biglia. Combattimento ai pulsanti, sconfitta lampo.
Un uomo che ha visto la debacle bofonchia: – A campiò, t’ha detto male con qa’a palla!
Pierino lo squadra, poi sghignazza lapidario: – Perché, a tu padre con due gli ha detto bene?vitali e baccaro al flipper

Quell’uomo è Salvatore Baccaro, anello di congiunzione tra Neanderthal e Cinecittà. C’è chi lo ha paragonato a Shrek, chi a Java di Martin Mystere.
Un pugno nell’orbita a chi sostiene che le comparse non lasciano il segno, Baccaro è monstrum nella voce più media del termine.
baccaro orco imprigionatoPortentoso infatti il suo talento nel far sembrare al proprio cospetto Alvaro Vitali seducente come Brad Pitt, e Lino Banfi aitante come Robert Redford.
Malgrado i suoi innumerabili spezzoni assommati non assemblino un cortometraggio le sembianti catarrine e le grazie acromegaliche del Baccaro hanno impressionato indelebilmente la retina di milioni di nottambuli retequattristi, e convinto registi Cult della cifra di Dario Argento e Dino Risi ad incastonarlo nei loro capolavori come grottesco cameo.
baccaro cappuccio medioevoIn sella ai favolosi ’70 Baccaro ha parodiato ogni genere e praticato ogni meandro dell’Ignoranza cultural-popolare.
È stato emulo di Linda Blair nell’Esorciccio, marmittone della Legio Pecoreccia e satanasso decamerotico, bestia domata da Franco Franchi nei “Due figli di Trinità” e Mister Hyde del nazisploitation, cavernicolo howardiano dello Sword&Zozzery Atos l’Invincibile del pioneristico Joe D’Amato.

E ancora Pierino, al capolinea del tram, che chiede se ferma al giardino zoologico.
Baccaro/autista muggisce: – Sì perché?
In che gabbia te mettono?

In tempi moderni le virtù del Baccaro avrebbero senz’altro fatto la gioia di un Tarantino o un Rob Zombie.
A Hollywood avrebbe gagliardamente duellato con Luis Guzmàn per la parte di Pachanga, e soffiato il ruolo del Folletto e il Golden Globe a Peter Dinklage, con l’assoluta e incontrovertibile garanzia di non innescare alcuno scandalo Kevin Spacey.
Il dizionario del cinema italiano (e noi Ignoranti Eroici) lo ricordiamo con “affetto, simpatia e rimpianto”.
Salvatore Baccaro è morto “senza clamori, in un anno imprecisato”, come un crociato di valor pezzente o un antenato di cui ignoriamo l’esistenza e che nessuna tecnica forense saprebbe ricostruire.
Ce lo immaginiamo alle porte intonacate di luce del Paradiso, con il suo grugno antropomorfo e il suo cuore d’oro, e un San Pietro doppiato da Amendola/Monnezza che regola scettico la clessidra e bofonchia:
Ahò, e dovemo regolà mejo ste ere zoologgiche!

Luca Mazza

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *