Un manifesto visivo per l’Ignoranza Eroica

Perché un manifesto visivo?

Perché ci serve una bandiera. Un arazzo a cui ispirarci quando il mondo attorno a noi diventa grigio, per ricordarci che la fantasia è piena di eroi che non corrispondono affatto allo stereotipo del Principe Charming o al vampiro glitterato di Twilight. In culo ai licantropi adolescenti della tv. Non bastano quattro tatuaggi fatti col rimmel a la Shadowhunter (mi regalarono, tempo addietro, il primo volume. Scritto in maniera belluina, oltre che imbarazzante) per fare di un eroe un Eroe.

I nostri, di Eroi, sono ignoranti. Rivestiti di metallo, in canottiera, a torso nudo, attraversano i secoli e i mondi. Sono armati di spade, asce, martelli, ma anche pistole, fucili, motoseghe. I più incattiviti hanno solo le mani, e quando menano lo fanno in maniera scorretta e cattiva, senza piroette da Nureyev Elfici profumati di Chanel n.5.

Sono scorretti. Fanno ridere anche quando non ci resta che piangere. Strisciano per le condotte dell’aria dopo essersi svegliati con uno scoiattolo morto sul petto, sembrano maschilisti ma amano le donne con tutto il cuore, hanno tagli di capelli improbabili e urlano con la bocca tutta storta.

Ci siamo rotti i coglioni del fantasy pettinato, dove nessuno viene mai beccato con le braghe calate perché sta cacando dietro a un cespuglio.

Siamo tanti e non dobbiamo nemmeno arrabbiarci.

Siamo già arrabbiati.

Siamo incazzati neri.

Incazzati come le bisce.

Lo Smilodonte

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