SELECT YOUR WRITER: iNterviste di meNare ROUND 2 ANDRUCCIOLI vs DELLA ROSSA

PRESENTATI: VITA MORTACCI E MIRACOLI

Fabio: Nella vita vera mi occupo di webmarketing e già dovrebbe far capire che sono una brutta persona. Ho sempre scritto ma avendo fallito con tutte le arti alte mi sono dedicato al weird e al fantasi dark e menereccio. Per miracolo sono stato pubblicato da Delos Digital con alcuni dei miei racconti lunghi e sempre per intercessione divina sono stato selezionato per diverse antologia, ultima delle quali questa per la quale mi state intervistando. Ho provato anche il self-publishing e l’ho trovato onanisticamente soddisfacente.

Alberto: Alberto Della Rossa, classe ’79, nevrotico dall’81 e stronzo per diritto di nascita. Sono nato prematuro e la prima cosa che ho fatto, uscito dall’incubatrice, è stato di pisciare in faccia a mia madre. Ho provato a diventare come Indiana Jones, poi ho visto che invece di frusta, avventura e figa rimediavo solo paghe da fame, lavoro in cantiere e vinaccio di dubbia provenienza. Quando mi sono reso conto che con l’archeologia non si campa, mi sono dato alla nobile arte della pubblicità e all’arte di fregare il prossimo solleticando bisogni inesistenti.

 

LA FOLLIA CHE TI HA SPINTO AD ADERIRE AL NOSTRO PROGETTO?

Fabio: Non c’è alcuna follia. Dovevo sfidare il mio arcinemico Luca Mazza e il Torneo Schiaffantasi era l’arena perfetta. Purtroppo attraverso il torneo mi sono imbattuto in una masnada di bastardi, ignoranti e fetidi autori e non ho potuto fare altro che dimostrare la mia virile ammirazione per il lavoro di Ignoranza Eroica (che poi, detto tra noi, è un po’ una mezza bagarre). Per non farmi mancare niente ho proposto “Le cronache di Bonensegna lo Sfortunato” a quei ragazzacci e me lo hanno pure pubblicato a puntate ogni venerdì (alle) 13. Il futuro del fantasi è qui, ma ci fa talmente schifo che non lo vogliamo ammettere.

Alberto: Credo abbia a che fare con il cinismo. Mi sono trovato in mezzo allo Schiaffantasi e dopo dieci minuti mi sentivo già a casa tra mignottari, bestemmiatori e rissaioli della penna. Nel delirio del gruppo segreto, in pieno stile massonico-peracottaro, il Mazza se n’è venuto fuori con quest’idea incredibile dell’Ignoranza Eroica, il movimento letterario più sgangherato della letteratura di genere. Ci ho pensato sopra forse mezzo secondo e prima che qualcun altro ci vedesse lungo, sono andato a comprare il dominio. Un paio di giorni dopo, la prima versione del sito di Ignoranza Eroica era in piedi con tanto di manifesto neo-futurista. Il complotto con Jack e Luca era già in atto. L’idea era di farsi un portamonete con il sacchetto scrotale di Paolini e una borsetta con la pelle di Eragon. Abbiamo anche parlato di cosa fare della Troisi, ma non siamo ancora giunti a un accordo soddisfacente per tutti.

 

ILLUSTRACI IL RACCONTO CHE HAI SCELTO PER L’ANTOLOGIA IN 1000 CARATTERI, TRE IMPRECAZIONI E UN ANACOLUTO

Fabio: Il racconto è quello che ha vinto il Torneo (con ampio merito e corruzione dei giudici), quindi di base c’è lo zampino del mio già nominato arcinemico. Il protagonista è Mizo, un gattone mannaro che se ne va in giro per una megalopoli costellata di strane divinità religiose seminando morte e distruzione. Ad accompagnarlo un infido e ignorante baro da quattro soldi e una prostituta sacra, bella e terribile come solo le vere donne riescono ad essere (ed è un complimento). Se potessi definire il racconto come una pizza, direi che è una margherita con funghi e salsiccia, una di quelle che ti si ripropongono il giorno dopo con astuzia.
Passo alle tre imprecazioni: “Yuggo ipocrita!”, “Cattivo Mizo, cattivo!” e “Meglio un fungo oggi che un pene uncinato domani.”
Sono talmente ignorante da non sapere cosa sia un anacoluto, ma adoro usarlo.

Alberto: L’eredità di Burva è figlia di una delle mie ossessioni: la vita da bordello. E no, non vado a troie, se è questo ciò che vi state domandando. Sono affascinato da tutto ciò che riguarda la storia della prostituzione, perché c’è una profonda umanità nel mestiere più antico del mondo. Soprattutto è uno specchio del carosello delle passioni, delle sconfitte e delle piccole vittorie. Quanto alle imprecazioni sono veneto, quindi il mio bestiario medievale è in stretto rapporto col divino: preferisco tra tutte “Dio Macalupente, maiale cane lupo e serpente”. (E con questo fanno cinque imprecazioni in una).
Per l’anacoluto io dico che andate a farvi fottere.

 

I TUOI TRE CAPISALDI DEL FANTASI DI MENARE E DELL’EROISMO IGNORANTE, TRA TUTTE LE ARTI A TUA DISPOSIZIONE:

Fabio: Ci sono tre passaggi fondamentali nella mia infanzia di menare che mi hanno segnato.
Kurgan (Highlander) è l’immortale di cui hai paura ma che vuoi diventare (e non ce l’ho fatta).
Rei (Ken il Guerriero) è il bastardo falso allegro che nasconde un animo violento guidato dalla vendetta (ma ha anche dei difetti).
E, rischiando di essere scontato, il buon cimmero di Arnold “Tispaccoilculo” Schwarzenegger (ma tutte le incarnazioni di Arnoldo, Silvestro, Gianclaudio e gli altri Mercenari dell’epoca meriterebbero una citazione).

Alberto: Lansdale, Bukowski, Bunker. Aggiungo London che ci sta sempre bene. Come potete vedere di Fantasi non ce n’è, l’Eroismo Ignorante è uno stato mentale fatto di alcol, figa e situazioni di merda.

 

NEL RACCONTO DI QUESTA ANTOLOGIA, A QUALE FECCIA HAI RASCHIATO PER ISPIRARTI?

Fabio:  Ci ho messo dentro un po’ (molto) di Lovecraft cercando di insultarne la memoria il più possibile (ormai i diritti d’autore sono scaduti, posso fare ciò che voglio), qualche scena da film action anni 80 (scritta e girata male), battute degne del peggior villaggio vacanze gestito da Jerry Calà e una love story alla Shannara per ingannare i lettori del fantasi con la “y” e far vendere qualche copia in più dell’antologia. Quando i curatori mi hanno chiesto “vuoi cambiare qualcosa nel racconto del Torneo per l’antologia?” ho ovviamente risposto con un sonoro diniego e un rutto tonante, le genti devono leggerlo male come l’ho scritto

Alberto :Mi sono ispirato, manco a dirlo, ai racconti di Maupassant e a una serie di personaggi Londoniani, ma anche a film come Priscilla la Regina del Deserto e La leggenda del Re Pescatore. Per quanto riguarda la fantascienza ho sicuramente tre nomi in testa: Dan Simmons, Becky Chambers (e il suo The Long Way to a Small, Angry Planet) e per finire Frederik Pohl (su tutti il suo personaggio Robinette Broadhead).

 

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