Le interviste scomode di Ignoranza Eroica: Dario Tonani

C’è un posto, nella fantascienza italiana, che farebbe cagare sotto anche un verme delle sabbie. Un deserto di ruggine e malattia, di motori alimentati a sangue e anime, di navi senzienti che fanno più danni di dieci Schettino messi insieme.

L’architetto di un simile parco giochi è Dario Tonani. Giornalista, scrittore, appassionato di motori e fanatico di Betty Boop, occhiali da sole fusi con il cranio e intelletto macchiavellico. Ma, soprattutto, uno dei pochi che è riuscito a esportare la fantascienza italiana all’estero con Mondo9, un’ambientazione che definire ostile è un eufemismo.

Mondo9. Un successo internazionale in una nazione dove la fantascienza annaspa, nonostante uno stuolo di appassionati. Quindi la domanda vigliacca: di fronte a tanto amore professato dai lettori, perché la scena sci-fi italiana sembra un combattimento tra cani in uno scantinato londinese?

Il successo – anche per Mondo9 – non è sempre tutto rose (del deserto) e fiori (mangiaruggine). Il nostro è un Paese che legge poco, e il fantastico (non solo la fantascienza) è una nicchia della nicchia, per giunta snobbata dal circuito della critica militante e della cosiddetta intellighenzia. Credo che a un autore spetti solo il compito di lavorare con impegno e onestà intellettuale. E quando dico “lavorare” intendo anche promuovere – sui social, ma non solo – la propria opera. Il resto è fuori dalla sua portata, e onestamente appartiene ai lettori: ai fan e ovviamente anche a coloro che sono critici o detrattori, persino ai cosiddetti “hater”.  Combattimento tra cani in uno scantinato londinese, dici? Sai che non amo le polemiche e non voglio certo alimentarne una che per giunta sa di vecchio, ma il mondo della fantascienza italiana, oltre a essere decisamente ristretto, è notoriamente ripiegato su se stesso, poco propenso al nuovo e oltremodo autorefenziale. That’s it!

Io, Dario.

Hai pubblicato con Urania che – diciamocelo – è uno dei pilastri editoriali della fantascienza. Adesso ti affacci agli Oscar Mondadori, unico autore italiano della collana “Fantastica”, con il nuovo romanzo Naila di Mondo9. Sul Vegetti (Catalogo della letteratura fantastica) hai una lista di pubblicazioni tale che servirebbe un righello di un metro e mezzo per competere con te. Culo, chiamata divina o sintesi alchemica? (No, non vogliamo risposte tipo duro lavoro e abnegazione, stupiscici.)

Hai ragione, non ti risponderò con l’ovvio: duro lavoro, sacrifici, autodisciplina. Direi un concorso di circostanze. Se vuoi scrivere e ottenere buoni risultati devi darti anche regole tue, che tu sia disposto a seguire fino in fondo. E una di quelle che nessun corso di scrittura creativa ti dirà mai è che devi scrivere anche quando non hai alcuna voglia. Dico sempre: come andare in piscina d’inverno. Chi te lo fa fare di uscire di casa col freddo, imbacuccato, svestirti, rivestirti, asciugarti i capelli ben ben… mentre te ne potresti stare al calduccio sul divano a leggere un buon libro. Ecco, scrivere quando non ne hai proprio lo spirito è una buona regoletta da imparare per acquisire professionalità. Non ne usciranno pagine memorabili, ma ne uscirà qualcosa d’altro, di ben più importante. Che risponde al nome di professionalità.

Ritorniamo nello scantinato londinese: quali sono i pitbull più feroci su cui fare la puntata vincente?

Fuor di metafora, abbiamo ottimi autori e forse soprattutto autrici. Un giorno incontrai alla WorldCon di Londra del 2014 il grande George R. Martin. Stava passeggiando da solo, così trovai sfrontatezza e coraggio di fermarlo, complimentarmi con lui e chiedergli di potergli stringere la mano come atto di stima e ammirazione. Lo fece con garbo e con un sorriso, ma mi disse “No photo please”. In realtà non aveva tentato nessun approccio che facesse pensare alla richiesta di avere un selfie con lui, fu Martin a interpretare così e a mettere le cose in chiaro da subito (mi dissero poi che lo aveva probabilmente fatto per una questione di diritti all’immagine che lo vincolavano). Ecco, io ti di “No names, please”.

Di una cosa siamo sicuri: le distopie ti piacciono un sacco. Eppure la tua presenza sul social più fetido del pianeta è estremamente equilibrata. Su Mondo9, quale sarebbe il posto di Dario Tonani? Distruttore, esploratore o solo un povero disperato che arranca nei bassifondi di Mecharatt la lurida?

Su Mondo9 nessun ruolo e nessuna qualifica di tengono fuori dai guai e al riparo dalle insidie di un ambiente infido, selvaggio e letale. Non ti rispondo che vorrei essere il comandante di una nave, perché quello “status” – almeno nella mia fantasia – penso di essermelo conquistato di diritto. Ma ti dirò che mi piacerebbe molto essere il temerario pilota di un pettinatore volante: quindi uno completamente fuori di zucca che s’avventura fra le nuvole con un macinino alimentato a sangue animale (e qualche volta umano)…

Me lo diceva mio padre: diffida dalle rosse, sono il male – illustrazione di G.Simioni

Naila. Che sarebbe diventata una sventola si intuisce da subito, che sia in possesso di attributi poderosi anche da prima. Ma Naila ha una controparte nella realtà? Quale sarebbe il suo nome, cosa farebbe nel girotondo di questo mondo infame che viviamo?

Naila? Qui? Una sventola certo, la corteggerebbero i produttori per fare la tronista alla TV e  rifiuterebbe sdegnata di andare al Grande Fratello Vip. Forse piloterebbe i rimorchiatori nei porti (è una tosta lei, e ama lavorare in ambienti tipicamente maschili). Se non fosse che ama troppo gli animali la vedrei come addestratrice di grossi cetacei (sempre di grossi pesci si tratta, ndr) in un delfinario. Ma soprattutto sarebbe una pasionaria, una rivoluzionaria, una donna tutto o niente! Qui la chiamerebbero Donna Alfa. Credimi, però, non avrebbe nulla della top manager…

Hai portato lo Steampunk a un nuovo livello. Non più mignottate vittoriane e nerd con velleità da fashion addicted bensì lebbra metallica, stracci e macchine antropofaghe in salsa postapocalittica. Vogliamo parlare di questo Brasspunk che urla la propria potenza mostrando massicci testicoli d’ottone?

Ahahahah, amo l’estetica steampunk. E adoro gli steamers. Corsetti, pizzi e cilindri mi piacciono a prescindere. Ma non sono adatti su Mondo9, dove gli unici accessori dell’armamentario steampunk che davvero servirebbero sono un buon paio di goggles a lenti scure e un comune berretto con visiera. Ok, forse qualche chiave inglese.

Il tetano è la cosa migliore che ti può capitare su Mondo9 – illustrazione di Franco Brambilla

Carne metallica, imbarcazioni che solcano le sabbie, vita travestita da morte. Mondo9 vive di ossimori, ombre e metafisica. In cosa credi davvero (a parte Betty Boop)?

Scrivo delle mie paure. Come credo qualsiasi scrittore, che lo voglia ammettere o meno. Cerco in questo modo di esorcizzarle, di darmi un contegno, di superarle. Più o meno utilizzo lo stesso approccio delle fiabe: se conosci il lupo cattivo e lo antopromorfizzi, finisci per averne meno paura… Ora mi dirai, d’accordo, ma Betty Boop? Betty la amo, e se non fa paura questo!

Tre libri. Quelli per te fondamentali, che hanno cambiato per sempre la tua visione della scrittura.

Cent’anni di solitudine” di Gabriel Garcia Marquez, “La strada” di Cormac McCarthy. E, permettimi… “Infect@”: se non ti cambia la visione della scrittura la tua prima pubblicazione importante è meglio che cambi mestiere…

In questo nuovo capitolo della Saga scopriremo i misteri del passato di Mondo9. Cosa ci riserva il futuro?

Il futuro di Mondo9? Intanto, grazie a Naila capiremo (molto) di più del suo passato, delle sue origini, della sua conformazione. Il futuro è lì, dietro una duna… In realtà, Mondo9 è un cantiere aperto. E per giunta, in continua espansione. Come quelli della metropolitana di una grande metropoli occidentale. Più scavi e più ci trovi meraviglie, fossero anche condotti fognari, catacombe o piantagioni di cannabis sotterranee; qualche volta devi fermarti, fare una diramazione, qualche altra scriverci una storia sopra. 

 

 

 

Essere umano in perenne subbuglio e dal pessimo carattere, tiranneggiato dai suoi gatti e dalle proprie passioni ossessive. Lettore onnivoro e schizzinoso, autore di micronarrativa e racconti brevi, musicista imbarazzante e copywriter di professione. Insomma, una persona orribile.

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