Fantasi di Menare, una definizione

Le zinne, i paltonier, l’aste, gli afrori,
le ignoranzìe, furaci imprese io canto…

Storpiando indegnamente il furioso vate della guerra e della passione defloro l’anno domini 2018 con il concept che da stagioni mi formicola a sud dell’aracnoide, e che oggi si plasma di grottesco e forzuto sembiante nel Fantasi di Menare.

Analisi etimologica:

Fantasi: “Genere letterario sviluppatosi tra il XIX ed il XX secolo(ma con radici che ramificano in Omero, Luciano, la Chanson de Geste, Pulci …. Nota dell’Ignorante) i cui elementi dominanti sono il mito, il soprannaturale, l’immaginazione, l’allegoria, la metafora, il simbolo e il surreale”. La –i in uscita sottende all’aspirazione campanilistica di indirizzare e unificare una narrativa fin troppo “balcanizzata” in un alveo autarchico/nazionale

– Di: prepuzione semplice

– Menare: “Di colpi, dare con forza, vibrare, assestare: m. colpi con un bastone, col martello; menava gran colpi d’accetta al tronco dell’albero; infuriato, menava colpi a destra e manca; m. botte da orbi; m. pugni; gli menò due sonori schiaffi; m. di punta, di taglio, colpire con la spada di punta o di taglio

Non certo belle facce, bensì testicoli di ferro.

Per quanto sferrato in aritmetica l’addizione partorisce un Fantasy Eroico senza filtro, che a seconda del gradiente di leu o di clus del suo trobadore può tradursi alternativamente in Spadone&Stregoneccio come in Sword&Zozzery.

Intendo il FdM come un cantare di limi e di lame, un madrigale di monnezze e mazzate, un epinicio all’ebbrezza, uno strambotto allo strambo.

Non esiste distinzione tra Eroe e Antieroe perché l’autore FdM abolisce l’Etica nell’approcciarsi al genere, inasta l’Ignoranza a guisa di teschi e ulne, non teme di descrivere l’orrido dietro l’orrore.

I Protagonisti del FdM sono buzzurri del bizzarro.

 

Non li riconosci? Torna a studiare!

Girovagano in mondi appestati dalla canaglia e dal venereo, dormono nei bivacchi con un occhio aperto e spesso hanno solo quello, sono prezzolati consumatori di ultraviolenza e giustizieri controvoglia, praticano acciaio ammaccato e razzolano a calci e cozzi nel vomito cristallizzato delle bettole.

L’allineamento del loro universo rovina al caotico, intercalano un affè Bacco a un madaffacca.

Sono polverosi come Sentenza, tormentati come Alatriste, cinici come Dago, freddi come il Puritano di Howard, istrionici come il Gray Mauser, sono Margutte e Morgante nel sudicio West di Trinità.

Le Protagoniste del FdM tartassano come menadi e sono imprevedibili come un dado a 7 facce, hanno i bicipiti di Cinzia la Barbara e lo strido aquilino di Zula, sono truffaldine come Kitiara e tenaci come Arya Stark, omettendo le virtuose lascivie amatorie proprie di un Aretino…

Tremate, tremate, le streghe son tornate.

Il FdM è un conato burchiellesco e parablasfemo, un’Odissea che salpa da Troia e arriva a Colombo, un nuovo orbe di pirati sanguinari, numi folli, decadenti idolatri e conquistadores ruzzanti.

E si finisce sempre allo stesso modo…

Chi osa il FdM busca il Levante – la destra storica della Tradizione Eroica- per il Ponente – la ventura irrazionale con la mazza al fianco e il brivido nel verbo che, come nella “Deca di Tito Livio”, fomenta il tumulto che consolida il buon governo. L’espressione più fisiologica del FdM è il palio linguistico, la giostra letteraria che il Primo Schiaffantasi calza come un usbergo nuovo.
L’interprete del Fantasi di Menare è al dunque un atanor di schiaffi e di latitudini, di albedo e nigredo d’inchiostri, un incosciente e un rosicone, un fondamentalista e un credulone, uno che balza di pelo in fiasca, uno “che passa sopra a tutti e sotto a tutto” solo per dire HO VINTO, NON PUBBLICATEMI!

Meditate fantasisti, meditate ….

Luca Mazza

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *