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Canone dell’Haiku Ignorante

L’ubriachezza è da sempre fonte d’ispirazione Haiku.

Saremo vili, pezzenti, pendagli da forca, ignoranti, fetenti, incazzati, nervosi, irascibili, maldisposti, odiosi, acidi… Ma, oltre a dei difetti, abbiamo anche una poesia.

L’ignorhaiku è ciò che meglio di ogni altra cosa condensa l’anima greve del mondo che ci circonda fondendo la poesia giapponese a quella di uno skaldo che si è ubriacato in un trivio (a buon intenditor…). Al pari della sua controparte originale, questa ha principi e regole. Il nostro scopo, con l’ignorhaiku, è quello di poter descrivere l’attimo fuggente di un picco sentimentale. Qualcosa tipo:

Rutto di birra –
Ed è subito sera
nella brughiera.

Quanti guerrieri si sono ritrovati così immersi nei loro pensieri davanti alla luna prima dell’ennesima battaglia? Quanti tramonti si sono spenti tra un cozzar di boccali e un paio di bestemmie? Su quanti corpi esangui il sole è tramontato mentre i sopravvissuti festeggiano una magra vittoria?

Passiamo ai dettagli tecnici.

Metrica:

5-7-5… Il che significa che è composta da tre versi (righe) di rispettivamente 5, 7 e 5 sillabe ciascuno.

Componenti:

ukiyoe with eddie maiden

eleganza, sobrietà e buoni sentimenti.

Ogni ignorhaiku, oltre a dover essere di un certo gusto (siamo ignoranti ma poeti, porca di quella succube!) deve contenere tre componenti:
1- Il carattere di stacco tra un verso e gli altri due. Si tratta di un segno di punteggiatura come un punto, interrogativo, esclamativo o meno, un trattino, due punti, punto e virgola… (qualcuno accetta anche le virgole tra questi, ma io disapprovo)
2- Il riferimento all’ignoranza. Nell’esempio di cui sopra è il rutto, ma può trattarsi di una taverna, di un bordello, di un catarro… Nella versione originale degli haiku è invece richiesto un riferimento alla stagione, ma noi siamo sempre ignoranti e non ce ne frega un accidenti delle stagioni (a meno che non si parli di birre stagionali, allora è diverso)
3- L’ignorhaiku deve descrivere la scena che l’ha ispirata!
4- E deve trasparire la sensazione che l’haijin – scusate, l’ignorhaijin – ha provato al momento dell’epifania poetica.

Per cui che aspettate? Scrivete la vostra ignoranza, che rimanga incisa nelle metriche della grettezza! Inviateci gli IgnorHaiku su racconti@ignoranzaeroica.it

I migliori verranno pubblicati e stampati su slip edibili.

Michele Gonnella AKA Noccaghignante, classe ’88, è una teppa sin da bambino. Studia l’arte della vendemmia del prossimo a mani nude da che sa camminare per poi aggiungere la specializzazione con attrezzi adatti all’uopo quali spade, scudi, machete… Non è un caso che la sua passione per la scrittura, alla fine, si sia solidificata nel suo primo libro e patente di nobiltà: un manuale di rissa tra vernacolo, falso storico, manuale scritto in codice e satira. Se ne ferisce più la penna della spada lui non lo sa, ma le ha entrambe e in più espone con orgoglio la zappa meritata vincendo lo Zappa&Spada.
Oltre a questo ha una malsana passione per haiku (vedi il canone dell’haiku ignorante), tè, caffè, birra, gatti e ocarina. Attualmente sta lavorando a più libri di quanti un mondo sano di mente vorrebbe e non sembra aver intenzione di smettere di pestare tanto presto.

De Bello Tabernae – Manuale di rissa

Zappa & Spada

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  1. […] ho detto tutto… Se volete approfondire cliccate qui, per vedere l’altro me che parla di haiku […]

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